LA SCELTA
DELLA META
Da tanti anni la "settimana" é un appuntamento irrinunciabile
per diversi "sfregasella". Praticamente non ha inizio né
fine, perché stai ancora pedalando e già vorrebbero sapere
dove si andrà l'anno prossimo; io comunque non vado mai oltre
il classico e diplomatico "non si sa", "vedremo",
"deciderà l'Assemblea".
In realtà ho sempre le idee chiare e qualche cosa di nuovo da
proporre perché so ciò che l’Assemblea vuole: un
posto semplice e tranquillo, dove puoi assaporare e gustare il piacere
di stare insieme anche dopo la “biciclettata”.
Quest'anno è bastato un lungo week-end in compagnia dell'amico
Emilio Confalonieri per capire che il posto giusto per pedalare in santa
pace era quello: la cartina colorata con segnalate le ipotesi delle
tappe presentata all'Assemblea della Sezione ha fatto il resto. A novembre
mi sentivo già in tasca l'adesione e il referendum di febbraio
è stato un plebiscito.
Le strade delle colline metallifere e dell'Elba scorrevano nei miei
occhi luccicanti di soddisfazione.
LA BASE LOGISTICA
Il gruppo è cresciuto a dismisura e soddisfare le esigenze
di tutti, giovani e meno giovani è praticamente impossibile.
Lasciare a casa qualcuno sarebbe un delitto; aggiungi anche che da
qualche tempo non ho molta voglia di ….. faticare per tenere
le ruote per cui propongo e sostengo, per la prima volta, con fermezza,
di fissare un campo base invece di spostarsi ogni giorno.
Il fato mi ha anche aiutato,
perché l'albergo che avevo inizialmente scelto era al completo
proprio la settimana da noi programmata (20/27 maggio) e, nella ricerca
di un'alternativa, ho puntato il dito sul Garden Club Toscana, sempre
a San Vincenzo. E’ un villaggio situato sulla Costa Degli Etruschi
che si estende su un'area di 14 ettari in mezzo a una secolare pineta.
Offre comfort e divertimenti d’ogni genere e per ogni gusto,
ma, ciò che più conta per la maggior parte di noi che
in questa occasione considera la bicicletta un optional, ha un buffet
così ricco che non basterebbe un “mosaico” per
elencare tutte le varietà dei cibi che abbiamo ..... assaggiato
(si fa per dire ...) in sette giorni.
I GRUPPI E LA SOCIALITA'
Sapevo che in 70 e con forze così differenti in campo sarebbe
stato arduo tenere insieme il gruppo ed avevo progettato, come da
alcuni anni a questa parte, delle partenze differenziate:
- segoni (ciclisticamente i “brocchi”, senza offesa, naturalmente)
- ragionieri (pedalatori diciamo normali)
- "vene varicose" (in gergo i corridori dell'UDACE).
E' prevista la partenza il mattino non troppo presto; spuntino volante
a mezzogiorno con panini e frutta, come fanno i ciclisti veri, e rientro
nel pomeriggio, ma bastano i “poco graditi” panini di
pane duro di segale del primo giorno per far saltare il mio programma.
Da una costola dei segoni nasce spontaneo un sottogruppo di pensionati
(i segoni dei segoni !) che già dal lunedì si confezionano
la loro tappa "Garden" (il nome riconduce al ristorante
a buffet nel quale sono poi tornati regolarmente tutti i giorni prima
delle 13 per .....recuperare le energie spese ed accumulare quelle
di riserva per il giorno dopo ...)
Dalla costola dei ragionieri nasce invece un secondo gruppo, (i buongustai)
sempre costituito in prevalenza da pensionati, ben orchestrato dal
Gran Cerimoniere, che in compagnia dell'ex collega Traini, ora coltivatore
toscano e profondo conoscitore della zona, ha percorso le strade previste
dal programma, ma aggiungendo ogni volta una variante che guarda caso
porta sempre in trattoria.
Sotto gli sguardi attoniti dell'oste vanno a ruba pappardelle al sugo
di cervo, crudo e culatello e naturalmente, dopo il vino bianco non
può mancare quello rosso.
Il pensiero dell'oste: - "questi non ci tornano più a
San Vincenzo in bicicletta " - non si avvera ed il rientro pomeridiano
fila liscio come un rosolio ...
Con i ciclisti veri, il gruppo "vene varicose", in otto
tappe avrò pedalato si e no un paio di chilometri. Salvi sporadici
episodi ho sempre chiesto a posteriori come era andata e, a parte
il digrignare dei denti, delle risposte chiare non le ho mai avute.
Capivo dal loro annuire con il capo che era andato "tutto bene",
ma non proferivano parola, tanto era piena la loro bocca e colmi di
ogni ben di Dio i loro piatti.
Solo un giorno li ho visti arrivare alla spicciolata al punto di rifornimento.
Al primo arrivato, che aveva un diavolo per capello, ho chiesto: dove
sono gli altri? Hmmm ... sono qui .... tra due minuti arrivano ....
Perché non li hai aspettati? “Pota, ... la tappa ....
l’è tappa .......” mi risponde, per metà
sorridente e per metà timoroso del richiamo del Presidente
...pro-tempore (mancando il Presidente vero mi sono fregiato provvisoriamente
del titolo).
In quel momento mi sono veramente reso conto della ragione del furore
di popolo che già dal secondo giorno li aveva ribattezzati
"dobermann", anche se ritengo che in certi casi paragonarli
ai pitbull non sarebbe del tutto fuori luogo
Il tempo di azzannare un panino e prendere un caffè e sono
di nuovo in sella. Dopo aver macinato oltre 100 km di strade perlopiù
in salita bisogna ovviamente tornare in tempo utile per godersi il
sole caldo del pomeriggio e lucidarsi gli occhi .... il Garden Club
offre anche questo, compreso nel prezzo, ovviamente.
LE TAPPE
SABATO Il pomeriggio prima tappa e prima vittima illustre (del ...
leggero buffet di mezzogiorno): Benito arranca paonazzo sulle dolci
pendici del Carducci ruminando le trenette al pesto indigeste; io
che ho scritto (e letto!) la circolare lo aspetto e lo rincuoro, poi
mi ringrazierà per il sostegno morale. Nel frattempo il mio
passo sembra leggero come quello di una libellula, ma lo so, é
solo l'adrenalina del primo giorno.
DOMENICA E' la prima vera prova del
fuoco o meglio della strada. Alcuni disperati armeggiano già
alle 6 di mattina alle prese con la registrazione dei raggi, oliatura
della catena e via dicendo. L'altimetria e' peggio del previsto, i
su e giù si sprecano e alla fine anche il chilometraggio é
superiore alle previsioni. L'ascesa a Castellina Val di Cecina miete
altre vittime illustri. Quando ho disegnato la tappa non sentivo le
gambe o ero carico di puro sadismo: per il ns. Presidente é
più accreditata la seconda ipotesi.
LUNEDI Volterra appare all'orizzonte
prima del previsto e la media e' da record, questa volta per tutti
i gruppi, merito della strada senza difficoltà e del vento
che una volta tanto non ci é contrario. La salita non sembra
un granché, ma c’è chi sale al doppio e c'è
chi sale alla metà della velocità. In cima ci vuole
sangue freddo e tutto il carisma di un Presidente, sempre pro-tempore,
per tenere a bada il gruppo che scalpita reclamando il rifornimento
.... finito al capo opposto della città. La foto di gruppo
é orfana di qualcuno che é già scappato, qualche
lupo solitario se ne é già tornato a digiuno sui suoi
passi, pardon sui suoi pedali, mentre qualcuno aspetta ancora al bivio
di Saline.
Il ritorno è già una via crucis programmata, ma tutti
i saliscendi non previsti aggiungono al risultato il sapore dell'impresa.
Dopo i 150 le gambe girano a tutta forza e, come gli asini che vedono
la stalla, comincio anche io a tirare come un forsennato, raggiungo
e supero in velocità il “Gran Cerimoniere” che
come ultimamente succede troppo spesso mi precedeva di qualche minuto.
La strada si spiana davanti a me, anche perché la conosco e
…… giro intorno alla Campiglia.
MARTEDI' é il giorno dell'Elba,
precedo il gruppo con l'auto a prendere i biglietti. Non faccio in
tempo a pagare che già sbucano i primi indemoniati. Sul traghetto
godiamo dello sconto comitiva, le nostre bici no. Che gli abbiano
spifferato cosa costano?
Lo spettacolo delle meravigliose coste passa in secondo piano offuscato
dallo show del Principe dei Barzellettieri che, sul traghetto, racconta
da grand’attore una barzelletta dietro l’altra, calamitando
perfino l’attenzione dei gabbiani.
La foto alla Villa Napoleonica é l'unica fatica di gruppo della
giornata. Al "rompete le righe" rimane un gruppetto sparuto
(ti pareva) con il quale percorro il tragitto previsto e riscopro
i cinque sensi nella loro reale dimensione.
Sul Volterraio un'impennata d'orgoglio mi fa superare me stesso e
precedo Scricciolo di poco. Non succederà più per tutta
la settimana.
Il rientro é dei più tranquilli, ma solo fino all'attracco
in porto. C'é chi scende dal portellone già in sella
e comincia la fuga sul lungo rettilineo verso il villaggio. Come di
solito accade, chi accende la miccia rimane vittima del proprio gioco
suicida (alla legge dei dobermann non si sfugge) e si becca pure gli
improperi di Scricciolo che nell'occasione mostra tutto il suo caratterino.
La volata finale é appannaggio di "Dom Dom" che,
più esagera nel mangiare, più pedala. La serata é
particolarmente eccitante: un nugolo di neo pensionati (alcuni dei
quali sono anche neo ciclisti) sono alle prese con le apprensioni
pre-agonistiche e discorsi filosofical-ciclistici sulla cronometro
del giorno dopo. Non si parla d'altro che di tattiche e rapporti,
di favoriti e svantaggiati, tant’è che passa in secondo
piano persino la straripante ricchezza del buffet.
MERCOLEDI’ Ci siamo, i quartetti
magistralmente composti da un comitato ufficiale sono ben omogenei,
il tempo si prende all'ultimo arrivato e le Teste di serie ( i Segoni)
una volta tanto sono promossi dal ruolo di comprimari a veri arbitri
della strada. La forza bruta dei dobermann può essere dimostrata
spingendo il compagno segone, ma solo nel tratto in salita del famoso
“duplice filar”. (Da S. Guido a Bolgheri e ritorno)
Le partenze e gli arrivi si susseguono regolarmente, l'eccitazione
prende tutti, - avvezzi e meno - alle competizioni e tutto fila liscio
fin quasi alla fine, perché il "Grigio" ci mette
così impeto che prende la curva del ritorno con troppa confidenza
e ci lascia la clavicola.
I favoriti scivolano impietosamente in fondo alla classifica, dall'anonimato
emerge il quartetto, la cui testa di serie fa parte dell'OSI ... e
la gloria é tutta appannaggio, guarda caso, dell'Organizzazione
....
La serata è tutta di “Dom Dom”: prima si abbuffa
come un bue, poi entra in scena a Teatro in compagnia di altri dei
nostri che, sentendosi discendenti di Gioppino, interpretano con scioltezza
il ruolo di cabarettisti nostrani, facendoci ridere a crepapelle.
Non pago del successo passa al piano-bar e balla come un ganzo fino
a notte tarda, ma il trofeo di miglior ballerino glielo strappa in
extremis il “Germano” del Principe dei Barzellettieri.
Non si può essere primi in tutto! Per consolarsi scola due
litri di minerale ghiacciata, ma paga il dazio passando il resto della
nottata a ..... vuotare il sacco troppo pieno.
GIOVEDI' Tappa di pianura, sole, vento
e mare, tanto mare e tanto bello che invece di finire a Principina
affondo nella spiaggia bianca e sabbiosa di Punta Ala, faccio un bagno
in calzoncini da bici e mi lascio asciugare sotto il sole a picco.
Il gruppo dei dobermann raggiunge invece Principina, trainato per
40 km da un superbo Iron-Man che non perde un colpo di pedale e non
scende mai al di sotto dei 40 orari. Nonostante la nottata Dom Dom
non molla l’osso.
Nel pomeriggio arriva la telefonata invidiosa del Presidente (quello
vero!). Bastano poche parole per concordare il programma dell’imminente
mese di giugno…. l’intesa tra i vertici della Sezione
regge anche a distanza.
All’appello serale manca il “Gigante Buono”. Non
aveva mai visto il centro storico di Grosseto ed ha pensato bene di
farci una capatina, solo che al ritorno sbaglia un bivio e alla fine
percorre ben 240 Km, che tuttavia non gli tolgono il buon umore …né
l’appetito.
La sera ceniamo in un altro ristorante interno al Villaggio .......
lontano dal caos degli altri numerosi soggiornanti. Ne approfitto
per l'estrazione della lotteria di beneficenza, voluta e finanziata
interamente da Aldo Bonfadini, il cui ricavato viene devoluto all'Associazione
di Padre Pedro e anche per anticipare un consuntivo della.
VENERDI' A parte il tratto iniziale
fino a Cecina, piatto e monotono, il resto della tappa si manifesta
in tutta la sua durezza con l'arrivo alla spicciolata dei dobermann
al punto di ristoro. Epo Epis (il ns. autista tuttofare) prolunga
oltre misura il tempo del rifornimento affidando le chiavi del pulmino
ad un'inaffidabile, sciagurato e per lo più recidivo, che se
le porta in tasca fino all'albergo ....
SABATO Paghi di quasi 900 km, forse
sazi e quasi stanchi, in diversi rinunciano all'ultima tappa e partono
in anticipo costringendomi ad un supplemento di contabilità;
altri tonificano i muscoli e completano la tintarella con l'ultimo
bagno in piscina mentre io saldo il conto e comincio a liberarmi dallo
stress e mi riporto mentalmente a casa.
LE CONCLUSIONI
L'esperimento della settimana con un'unica base logistica é
stato felicissimo sotto ogni punto di vista e l'ospitalità
del Garden Club é stata la classica ciliegina su una torta
già di per sé superlativa. La maggior parte dei partecipanti
è rimasta soddisfatta anche per aver potuto trascorrere una
settimana “su misura”.
Alla cena di Giovedì sera ho comunicato al gruppo la mia decisione
di non partecipare all'organizzazione del prossimo anno: con tanti
pensionati e pensionandi illustri mi sembra giusto e doveroso passare
una volta il testimone.
Il mio non é un addio, anzi, un fortissimo arrivederci, con
una promessa che faccio innanzitutto a me stesso: tornare con la grinta
e la voglia di soffrire sui pedali.
DIECI ANNI DI SETTIMANE
Amleto Facheris è più di uno sfregasella e più
di un amico per tutti noi. Ci segue da dieci anni e ci ha sempre accompagnati
con le sue poesie dialettali. Quest’anno ce ne ha dedicata una
per festeggiare i suoi 10 anni di “settimana con noi”.
Alla fine si è autoproclamato (con il ns. plebiscitario beneplacito)
“ragioniere”.
Ve la proponiamo e ve la traduciamo in italiano per darvi modo di
comprenderne il senso allegro e cordiale che ha accomunato i colleghi
che le hanno vissute: allegria, cordialità e disponibilità
ad una proficua collaborazione che ovviamente proseguono nei quotidiani
rapporti di lavoro in banca.
AVVISO AGLI SFREGASELLA
Il resoconto é ovviamente frutto di ciò che io ho visto
e vissuto durante la settimana. Ogni riferimento a persone e fatti
accaduti é puramente occasionale e, se qualcuno si riconoscesse
nei fatti o nelle situazioni descritte vuol dire che ….beh ….
Ho ancora dei buoni occhi !
Riccardo Previtali